Ponte della zingara


Il ponte della zingara, fin dalla fondazione dell'abbazia, ha costituito l'accesso al monastero, dalla parte settentrionale. Il Volturno, infatti, poteva essere oltrepassato in due punti per accedere all'abbazia: il ponte della zingara, che consentiva di entrare nel complesso residenziale ed il Pons marmoreum, oggi scomparso ma conosciuto attraverso il chronicon vulturnense, che si trovava circa duecento metri più a monte (in corrispondenza della Basilica maior di San Vincenzo al Volturno) e che immetteva nei pressi del chiostro. Il ponte della zingara è un ponte ad unica arcata, di m 5,30 di luce, sostenuto da spallette in grossi conci di travertino, probabilmente collegate ad un sistema di banchine in pietra che delimitavano il corso del fiume. La datazione del ponte non è definibile con certezza, poiché non sono stati ancora effettuati scavi stratigrafici che lo abbiano interessato direttamente. In via ipotetica, esso è stato collegato alla fase tardoromana di occupazione del sito e datato, quindi, fra IV e V secolo d.C., ma potrebbe essere stato costruito anche in periodo altomedievale. Oggi, di esso, resta in opera la sola arcata di attraversamento a sesto ribassato, mentre sono scomparse tutte le opere accessorie che lo completavano e la sua struttura appare alterata da interventi recenti di asfaltatura.