Ingresso alla Basilica maior


Nel IX secolo, la basilica maior di San Vincenzo al Volturno, riprendendo il modello di altre chiese carolingie, non aveva un ingresso in facciata ma i monaci accedevano all'interno di essa tramite un'apertura posta esattamente a meta della parete nord dell'edificio. L'assenza di un ingresso frontale, a prima vista sorprendente, non è un caso isolato ma è attestata in due esempi contemporanei ed indagati archeologicamente quali il San Giovanni Battista a Müstair e la chiesa di Santa Maria e Marco a Mittelzell, nell'abbazia di Reichenau. Questa rampa, quindi, costituiva la via d'accesso principale per chi giungesse alla basilica dal chiostro e, di conseguenza, dal complesso residenziale posto a nord dell'abbazia. Essa svolgeva quindi una funzione molto importante anche dal punto di vista liturgico in quanto lo stesso avvicinamento al luogo di culto avveniva secondo modalità ben definite e, frequentemente, i confratelli si recavano nella chiesa abbaziale effettuando delle processioni lungo percorsi prestabiliti. Questo corridoio era la naturale prosecuzione del portico claustrale e ne costituiva il prolungamento in direzione della grande chiesa edificata da Giosuè. Sul corridoio d'ingresso alla basilica si affacciavano una serie di ambientini, la cui funzione non è ancora ben chiara, che vennero completamente distrutti, in seguito al sacco arabo dell'881 e che recano tracce molto evidenti dell'incendio che seguì all'assalto dei mercenari saraceni. Questo camminamento presentava una notevole pendenza in quanto doveva colmare il dislivello che separava il piano pavimentale della grande chiesa e il sagrato, posto circa cinque metri più in basso. Arrivati in prossimità dell'accesso alla basilica era possibile, tramite un'altra rampa, accedere al dormitorio e, una volta oltrepassato questo, dirigersi verso il Colle della torre, raggiungendo, così, gli ambienti posti sui terrazzamenti superiori.