Ingresso alla chiesa di Epifanio
Se un visitatore di San Vincenzo avesse svoltato a destra, alla terminazione occidentale del cosidetto “corridoio sud”, si sarebbe trovato di fronte ad un altro tratto del camminamento, che correva in direzione nord-sud. A seguito della trasformazione della Chiesa Sud in un'area per l'alloggio degli ospiti di riguardo, questo corridoio, ne tagliò trasversalmente la navata, all'altezza dell'inizio del presbiterio, e collegò direttamente l'accesso al monastero con la chiesa di Epifanio. A metà del corridoio, si apriva, nella parete est, una cappella, ricavata nell'area presbiteriale della “Chiesa Sud”, in cui è stato rinvenuto un'altare, realizzato in muratura e decorato ad affresco sulle quattro facce, con motivi a croci gemmate e dischi multicolori. Nell'altare si aprivano lateralmente due nicchie destinate ad ospitare delle reliquie. Questo spazio costituiva la parte terminale della chiesa, in origine dedicata alla Vergine, costruita probabilmente nel secondo quarto dell'VIII secolo sui resti di una necropoli, occupata da sepolture tardoromane. L'accesso a questo ambiente venne murato intorno al terzo quarto del IX secolo, quando la cappella non era più in uso. Qui vennero impostate tre sepolture, fra le quali una splendida tomba ad arcosolio, riservate a personaggi di una certa importanza.