Corte a giardino
Durante il IX secolo, questa piccola corte fu uno degli spazi più sontuosamente decorati dell'intero monastero. L'uso di questa area come giardino può forse risalire indietro nel tempo fino ai sanniti, ma è, a partire dal V secolo che questo utilizzo è più probabile. In questo periodo, infatti, il sito, su cui nel'VIII secolo sorgerà l'abbazia, era occupato da una azienda agricola tardo-romana. Dopo la fondazione, la corte tardo-romana fu quasi certamente riutilizzata con funzione di chiostro. Situata nel cuore del monastero, direttamente a ridosso della “Chiesa Sud” (ritenuta la prima chiesa abbaziale di San Vincenzo) la corte venne arricchità notevolmente fino a raggiungere il suo massimo splendore nel IX secolo, quando tutta quest'area del cenobio fu sede di importanti modificazioni. La corte stessa, subì dei rifacimenti: cinta da edifici di nuova costruzione, fu contornata, su due lati, da portici, retti da un colonnato con copertura a singolo spiovente e pavimentazione in laterizi, realizzati nelle officine monastiche. Gli elementi architettonici, del colonnato della corte a giardino (colonne, capitelli, basi), erano degli spolia e, fra questi, doveva essere particolarmente pregevole il capitello egittizzante, posto sulla colonna angolare del portico. Venne aggiunto un sistema di canalette che correva lungo tutti e quattro i lati dell'ambiente e un vaso marmoreo romano di riuso, elegantemente scolpito, venne posto al centro del giardino. Gli affreschi della corte a giardino che riproducevano finti pilastri inframezzati da vasi dai quali fuoriuscivano piante dal rigoglioso fogliame. Questa raffigurazione, realizzata seguendo la tecnica romana del trompe-l'-oeil, sortiva l'effetto di espandere visivamente l'ampiezza dell'ambiente. Purtroppo, le labili tracce di questa decorazione, scoperte con gli scavi, non sono attualmente più visibili. Lungo questa stessa parete si addossa un bancale in muratura, dipinto con un vivace tralcio di piante fiorite, che permetteva di sedersi e sostare nella piacevole atmosfera del cortile. La corte a giardino era l'unico spazio aperto posto fra il refettorio e l'area precedentemente occupata dalla “chiesa sud” e, quindi svolgeva un ruolo importante anche per ciò che concerneva l'illuminazione del complesso. Infatti, su di essa si affacciavano le finestre della parete nord del refettorio, incrniciate da lesene, e quelle del corridoio della Chiesa Sud, tutte schermate da vetrate policrome. Nel secondo quarto del IX secolo questo ambiente subì numerose trasformazioni e la più rilevante di queste fu la demolizione del portico occidentale, sopra il quale venne impostata la nuova facciata dell'ingresso monumentale. Questo piacevole giardino è stato interpretato come parte di un complesso di edifici costruito nel IX secolo ad uso degli ospiti di riguardo del monastero.