Refettorio degli ospiti di riguardo


Questo ambiente, dal quale si accedeva dal Cortile mediante un passaggio che si apriva nella sua parete occidentale, è stato scavato solo in parte. Si è proposto di identificarlo come un refettorio ad uso degli ospiti di riguardo del monastero e dei benefattori di esso. Gli edifici a nord e ad est di esso erano utilizzati per ospitare questo tipo di personaggi; la corte a giardino era probabilmente uno spazio ad essi riservato. Questa costruzione, elegantemente decorata, era perciò in grado di offrire un ambiente adatto a personaggi di rango, dove questi, che non potevano essere ammesi al refettorio monastico, avrebbero potuto consumare i propri pasti, sfruttando un banco in muratura, che corre lungo tutto il lato ovest dell'ambiente. Nell'angolo sud-ovest troviamo una latrina, ricavata molto semplicemente realizzando un'apertura lungo il bancale in modo da scoprire la canalizzazione che correva sotto di esso. Due armadi, forse utilizzati per conservare suppellettili e vettovaglie di pregio, sono stati collocati lungo la parete sud dell'ambiente. In effetti, lo scavo di quest'area ha individuato uno spesso strato di ceneri e di altro materiale combusto che ricopriva il pavimento a piastrelle laterizie, il che suggerisce che questo locale, allo stesso modo del grande refettorio monastico, doveva avere una copertura in frasche. In questo ammasso di resti carbonizzati sono stati rinvenuti numerosi frammenti di vasellame vitreo di un certo pregio, che potrebbe farne supporre l'uso da parte di personaggi di rango elevato, piuttosto che di monaci. L'ambiente era forse dotato di finestre con vetrate multicolori e le pareti erano probabilmente decorate ad affresco. Solo pochi lacerti di intonaco si preservano in situ sulle pareti ma essi, insieme ai frammenti recuperati durante gli scavi hanno consentito di ipotizzare l'originaria presenza di una decorazione, per la parte bassa della parete, a bande multicolori proiettate contro uno sfondo bianco-bluastro. Il colore dominante era un brilliante blu egizio, prodotto con un pigmento molto raro nell'alto medioevo, che ritroviamo impiegato sia a Santa Maria di Castelseprio che in San Giovanni Battista a Müstair.