Vestibolo
Il Vestibolo, importante snodo del complesso monastico, venne realizzato durante il secondo quarto del IX secolo, e costituisce uno spazio di connessione tra gli edifici claustrali a sud ed il complesso per gli ospiti di riguardo a nord e a est. In questo ambiente ospiti e membri della comunità monastica potevano incrociare i propri itinerari, dal momento che esso era un luogo dal quale si accedeva a varie parti della “città monastica” anche se, in linea di principio, i monaci dovevano evitare i contatti con gli ospiti del monastero. A tal proposito, la regola di San Benedetto afferma: "Che nessuno, senza uno specifico ordine, si intrattenga o conversi con gli ospiti. Se incontra o vede uno di loro, che lo saluti con umiltà e chieda la sua benedizione, quindi lo lasci passare, dopo aver detto che egli non è autorizzato a parlare con lui." (La Regola, capitolo 53). La funzione di collegamento dell'ambiente è chiara:la porta posta a sud, munita di una soglia in pietra calcarea, introduceva nella sala dei profeti, nel refettorio dei monaci e quindi, nel chiostro. Verso nord, un'altra porta, immetteva nel corridoio sud dal quale si potevano facilmente raggiungere la chiesa di Epifanio e gli ambienti ricavati nella navata della Chiesa Sud, e la corte a giardino. Sul lato est del vestibolo era posta la scala per il piano superiore che consentiva l'accesso al complesso per gli ospiti di riguardo. Infatti, piano superiore della chiesa sud ospitava un'aula di ricevimento. Inoltre, il vestibolo, come tutti gli ambienti di quest'area, aveva anche la funzione di impressionare i visitatori e questo scopo era raggiunto, ad esempio, attraverso l'elaborata decorazione pittorica. Oltre agli affreschi, un tema comune del complesso residenziale era rappresentato dalle tegole del pavimento che, spesso, recano un'iscrizione, che viene definita epigrafe, un motivo decorativo, o una combinazione di entrambi. I motivi decorativi degli affreschi del vestibolo includono linee ondulate, tratteggi cerchi disegnati nella argilla ancora fresca con un compasso. Nessuna tegola era ancora in posto nello spazio tra la scalinata monumentale e l'entrata alla Sala dei Profeti; il pavimento di questo passaggio molto frequentato si deve essere deteriorato più rapidamente che altrove. Dal momento che le fortune del monastero declinarono intorno alla metà del IX sec., le risorse e le tecnologie necessarie a rimpiazzare le tegole potrebbero non essere state disponibili.