Ala nord del corridoio
Questo corridoio porticato costituiva una delle ampie ali porticate del chiostro che, nel IX secolo, occupava una vasta area posta fra il complesso residenziale, costruito sul nucleo più antico del monastero, e la splendida basilica maior di San Vincenzo al Volturno, posta a sud del colle della torre. Questo tipo di struttura era molto diffusa negli edifici carolingi ed esempi notevoli erano presenti tanto in contesti religiosi, come nel caso di Centula, che civili, come nel palazzo di Aquisgrana. L'architettura carolingia aveva ripreso, a scopo celebrativo, questo motivo da esempi più antichi: infatti, le ali porticate erano utilizzate, in epoca imperiale, in edifici molto rappresentativi quali ilpalazzo del Laterano ed il palazzo imperiale di Costantinopoli. L'ala nord correva lungo il muro esterno del refettorio, che, per un breve tratto era decorato ad affresco con motivi a finto marmo (si trattava di dipinti che imitavano le venature delle lastre marmoree) e proprio su quest'ala del chiostro, si aprivano le finestre multicolori che illuminavano l'ampia sala. Percorrendo questo braccio del portico, pavimentato in laterizi di fattura modesta, si incrociava un pavimento in blocchi, che conduceva al lavatorium e, proseguendo in direzione del fiume, era possibile svoltare ed imboccare l'ala est del corridoio. Lungo il braccio porticato è stata anche rinvenuta una lastra marmorea di reimpiego, cui è stata asportata la decorazione prima di incassarla nella pavimentazione. L'estremità ovest di questo camminamento permetteva di raggiungere l'ala del chiostro che correva alle pendici del colle della torre fino a raggiungere l'abbaziale. Percorsi come questo, infatti, erano attentamente studiati per esaltare i luoghi di maggiore impatto spirituale nonché visivo, come la grande basilica vulturnense, definendo le vie d'accesso alle varie parti del complesso religioso.